06 Agosto 2010

Che Berlino sia donna meravigliosa e´ semplice da capire anche per chi  la conosca poco. Sa essere amabile, trattarti immediatamente come una del posto nonostante la celebre algidita´ delle popolazioni d´oltralpe, inoltre e´ aperta e multiculturale, molto piu´ di Londra stessa a mio vedere. Berlino e´ squatter, punk, post punk, post muro, post divisioni, un enorme e lunghissima catena di stimoli e pugoli tra loro infiniti, moderna Babilonia, capace di far perdere la testa al viaggiatore smarrito, e ancora sorride e sa trovare tempo per incentivare i trasporti ecologici in centro ed organizzare giornate gratuite ai musei.
Dove  Londra e´ dispersiva, Berlino e´ razionale e sa aggiungere al carrello molteplicita´ d´offerta, il suo stesso tessuto urbano testimonia la sua apertura mentale, nel solo centro e´ possibile trovare un ex radiotransistor della DDR, una strada in finto gotico, un palazzo tardoottocentesco, e immediatamente alle spalle una moresca sinagoga ebraica e tutt´un palazzo ingombro di graffiti, pipistrelli di cartone, e nel luogo piú alto, dopo la rampa piú alta, una camera dove risuona musica classica.  Anlla luce di cio´  non potevo sottrarmi alla sfida e sorvegliata da un gigantesco murales della Kalho ho degustato ieri sera la mia prima Weisse Bier in un locale messicano a Kroizberg.
(...)

 
03 Agosto 2010

Nuvole e Germania

Apro e svuoto valige creando spazio per qualche giacca pesante lasciata nella capitale assieme alla carta d'identità e altre cose. La temperatura a Berlino? Dai 15 ai 24 gradi.

Ora lo posso dire, la squadra che per me avrebbe vinto il mondiale era il Messico. Sono mesi che continuo a sognarlo,  stanotte mi son vista passarne il confine. Il Messico è un pò tante cose: è l'essere "in me" che si muove verso qualcosa, è identità, è desiderio di libertà, stanotte è stata confine straniero varcato con sigarette e nuova compagnia.

Abito un luogo che ancora non conosco, possiedo una terra di cui sono estranea, orfana della lingua? M'auguravo di descriverti, ma conosco il tuo brutto vizio d'influenzarmi e mi chiedo, Germania, se riuscirai ancora a tanto. E' ciò che permettiamo alla vita a renderci ciò che siamo, è ciò che lasciamo entrare al confine, come l'accogliamo.

Parafrasando una frase di una tedesca nobile: "Hier steh ich an den Marken meiner Tage" (Sto qui, al confine dei miei giorni), seppellita a Schöneberg con il suo solo nome, Marlene. Io apro le porte a te, freddo Messico, accetto il nuovo che mi offrirai, con curiosità.

 
02 Agosto 2010

Berlin 2010

Erranza seminuova e vecchio blog. Berlino la mia meta, questo lo spazio per le mie impressioni, entrambi sono due "oldies", ho già visitato la Germania cinque anni fa passando per la Baviera e Colonia. 

Quel viaggio mi portò fortuna, credo, o fu l'inizio di molte recenti disgrazie. Forse entrambe le cose.

Trovai qualcosa che amavo, trovai, credo, me stessa.

Ma nel tempo la sua forma divenne rigida. Ideale, sterile. Un blocco lunghissimo nell'anima.

Per un anno fui felice nell'illudermi. Ma è storia vecchia, non voglio rivangare.

 

Oggi come allora s'è in bilico tra due figure, nuovi cappotti, vecchi cappotti, senza cappotti, comunque troppi cappotti. Sono brutti i tempi dell'anima. Bisonga trovare amore per togliersi uno strato di vesti, per chiamare amore a volte bisogna esser nudi. Come mi troverò agghindata sotto l'albero a Natale?

Ieri ... Oggi ... Domani ... Imparare dagli errori e sperare.

 

Questa è la natura dell'uomo. La vittima designata è sempre la quantità di speranza che si possiede. I veri ottimisti lo sanno. Tutto parte da qua. Sperare che sia buono, sperare. Tu panettone, prometti letizia. Tu Germania, prometti cosa?

 

Io troppo tengo a questo blog per gettarlo via, già in passato ci fu maretta, ma il tempo aggiustò le cose.

Dunque continuerò a raccogliervi pezzi di me e tu che leggi, spero troverai piacere nei miei pensieri.

 

Parlare, per uccidere la cancrena del silenzio.

 

 
15 Luglio 2010

Esiste un momento in cui le parole diventano superflue, qualsiasi strumento a te noto per la composizione del pensiero oggetto oltre il bisogno.  Fuga o narcisismo? Comunque non sei più tu. Non mi sarei mai immaginata orba di sillabe in un frangente della mia vita, spasmodica amante-amata del silenzio.

Che sia questa la fine della carne, virtuale, della mia vita nel web non so dirlo. Forse riemergerò tra poco da un lido non molto lontano in altri vesti, solo gli aficionados riconosceranno il mio tratto nello scrivere, e dunque me, o quando avverrà esso  sarà così diverso da non sembrare più io, o più semplicemente non avverrà. Per adesso ho per il web solo promesse che conto di mantenere: silenzio e ancora silenzio.

Sia esso eterno o di breve durata, è stato un piacere abitare queste pagine.

 

"Belle più di ogni cosa proprio in questo, 

proprio in questo momento,

del resto già passato."

Wislawa Szymborska

 
12 Giugno 2010

Prima viene la pietra che non beve e non mangia 
poi viene il cielo il cielo che non ha la forma 
poi viene l’albero che non teme l’inverno 
poi viene il sole il sole che mai si spegne 
poi una lucertola che sta su un muro in campagna 
poi una coccinella che vola di fiore in fiore 

 
20 Maggio 2010

Buongiorno, mezzanotte.

 
14 Aprile 2010

Ecco i miei cinque minuti sessisti ad oltranza. Sono stanca, confusa, sfibrata, emotivamente sfatta. Dovrei star scrivendo l'articolo sulla Turchia ma sento il bisogno di cinque-minuti-da-blogger-nevrotica chissà, magari gli interessati leggono, intendono, comprendono e agiscono.

 Credo che sia diritto e dovere d'ogni donna dabbene invocare lo sterminio del sesso maschile, senza mezzi termini. Inconsulti, esagerati, dannatamente invadenti prima, poi si nascondono in eoni di silenzio di ghiaccio giacchè tu, sconvolta, hai disatteso nell'immediato le loro speranze di vittoria, sei stata silenziosa, sulle tue. Poi pensi di capitolare e lasci intuire con garbo la tua mezza intenzione e tutto quello che ottieni è ancora silenzio. Passi ancora i successivi millenni senza capire cosa stia succedendo, senza trovare l’energia minima per compiere quel passo definitivo, utile a farti perdere la faccia, utile ad iniziare a porre quella linea di demarcazione tra il vero e il falso nella tua matassa di pensieri. 

 Non ho mai avuta granchè energia per compiere innovazioni epocali su di me.
Voi “nuovi” potete guardarmi come vi pare, ma dietro tutti i vostri pensieri qui c’è sempre la sciatta Ilaria, indecorosamente inetta, inabile, inadatta, inferocita, inibita, incatenata, innocua, chi più ne ha più ne metta.

Non sono pantera. Ho imparato a staccarmi da me e a idolatrare la testa. L’ho dannatemente voluto fare. Scusatemi se l’uomo mio ideale lo progettavo simile a questo modello. Lo volevo brioso, artistico, intelligente, intellettuale, creativo, profondo, capopopolo e fedele. L’uomo impossibile? Ho iniziato a pensarlo. Ho iniziato a decostruire quest’immagine sperando di arrivare a capo di qualcosa. Cosa ho ottenuto? Maggiore confusione, maggiore gelo, inadeguatezza.

 

Non vi verrò più a cercare, sappiatelo!  Mi avete disgustata, mi sono disgustata di me a sufficienza.

Sono stanca e muta nel mio orgoglio.

 E in tutto questo io m’avvizzisco.
  Altre cose mi hanno reso spenta, inabile all’azione "invadente" che mai è stata il mio forte.

E non so curarmi da sola stavolta.

Sento ancor più vergogna di me perché adesso dovrei stare bene, ho ottenuto quello per cui malamente ho lottato, perché mi prendo il lusso di star male?

E la colpa è mia perché quando pullulavo di vita non ho saputo indossare quella maschera invadente per ottenere nuovi spazi. E la colpa è di chi mi ha ruotato accanto per avermi colpito senza capire,  troppo nel profondo. E io adesso devo metter la maschera felice? Almeno questa nuova gente non pretende questo da me, per adesso.

 

Avevo uno scampolo di certezza, sfuggito alla rocchetta d’un arcolaio pazzo e fideista. Svanì portata via dal vento della mia follia. E ora resto così, illuminata da una luce buia, meno intensa, meno forte, ma distruttiva perché rende muti i canali di confronto con me stessa. E non so sciogliermi. E a voi non so dare altro che questo...

 
30 Marzo 2010

 

 

 

il  «Ciclone»  Nichi Vendola

L'inarrestabile Vendola ha vinto le elezioni regionali della Puglia. L'UDC della Poli Bortone, D'Alema, Silviolo (il nano del postribolo), Fitto. Ognuno di loro ha tentato d'alienargli le simpatie della popolazione. Ma ella no, ella ha scelto di votare il candidato che meglio ha unito all'ideologia  azioni tra le più pragmatiche per iniettare vitalità alla regione, privilegiando il turismo,  l'ecologia, i beni culturali, il territorio.

A TUTTI QUELLI CHE ANCORA VOTANO BERLUSCONI PERCHE'   "E' UOMO DINAMICO, INDUSTRIALE, PROPOSITIVO, MODERNO"   eccovi dal meridione retrò un esempio per insegnarvi COSA DAVVERO E' FARE POLITICA OGGI!

 
08 Febbraio 2010

.... e il pensiero di oggi è :

A MORTE I BUROCRATI!
'nze po' campà accussi, no ...
quasi 24 anni  e già mi voglion rottamare!
Grazie, università!

 
03 Febbraio 2010

... e come se mi amasse lei mi guardò ...

So per certo che da qualche parte della Germania qualcuno possiede una mia foto. E' questo un fatto avvenutomi qualche settimana fa, ero seduta in un autobus ed era una brutta giornata destinata a mutarsi rapidamente in peggio. Io avevo paura. Me ne stavo li seduta contemplando l'infinito oltre il vetro quando il mezzo è stato invaso da un gruppo di turisti stranieri. Tedeschi.
Non per diffondere aridi stereotipi, ma se fossero stati giapponesi avrei capito perchè uno di questi sedutosi accanto inizia a guardarmi turbato, senza poter reggere il mio sguardo e, poco dopo, un connazionale mi immortala mentre persa nei miei pensieri  ne cercavo di nuovi per darmi coraggio.

Ecco io adesso vorrei quella foto.

Non per narcisismo, ma per ricordo di quella giornata, di quel frammento, di quella me che s'irrobustiva al peggio.
Per ricordarmi sempre non solo quello che è accaduto, che sono stata capace di fare, ma anche per ricordare che se ero su quell'autobus quel giorno senza scappare è stato anche grazie ad alcune persone che ho conosciuto di recente che, seppur in buona fede, m'hanno placata per tre lunghi mesi, annientato il mio pensiero paranoico permettendomi di superare indenne lo scoglio.

Questo è stato un semestre incasinato, tra i più disordinati che ho avuto, ma qualcosa di terribile è alle spalle e dovevo, dovevo dire anche grazie ...

 
31 Gennaio 2010

Conversazione

I: Hi! Have you visited a museum today?
A: No, we are going to the Vatican to hear messa.
I: OH. Why? You are a muslim and V. is russian so a communist!
A: Messa is cool!
I: Cool? Oh my god!

 
28 Gennaio 2010

Wath sorrow
beside your sadness
and what beauty
W.C. Williams


Troppe cose hanno accolto le tue palpebre
l’attenzione t’ha consumato le ciglia.
Troppe vie t’hanno ripetuta,
stretta, inseguita.

La città da secoli ti divora
ma per te travede, sogno e sfacelo,
di luci e piogge, lacrime senili
sulla ragazza che passa
febbrile, indomabile, oltre il tempo, oltre un angolo.

Ritorna! Gridano i vecchi di Santa Maria del Pianto,
la ronda della piscina di Siloè
con i cani, gl’ibridi, gli spettri
che non si sanno e tu sai
radicati con te
nel glutine blu dell’asfalto
e credono al tuo fiore che avvampa, bianco -

poiché tutti viviamo di stelle spente.

Cristina Campo

 
21 Gennaio 2010

 

Canzone del Mese:
Della serie: come mi sento, ma come mi sento, ma come mi sento ... ? Chissà :D


Sono un'attrice stammi a guardare non ti stancare. Dammi un aggancio una trama qualunque e ti faccio vedere. Cento sorrisi tutti diversi per te Scegline uno. Ti potrà servire e spaccami il cuore è un vecchio trucco illusionismo roba da varietà ma gli occhi poi s'incontrano e vedrai quando il gioco poi passerà a me. Spaccami il cuore ridi e sorridi spaccami il cuore non ascoltare - false e teatrali le mie parole segui un pensiero - dolce e feroce - con me spaccami il cuore e se mi vedi -- fotografa.  Segui un pensiero - dolce e feroce - con me spaccami il cuore e stella del dubbio - e spaccami il cuore spaccami il cuore

 
19 Gennaio 2010

Émile Zola - J'accuse


Pubblicato su "Le Figaro" del 16 maggio 1896 e raccolto in "Nouvelle Campagne".

Da qualche anno, seguo la campagna che si tenta di montare in Francia contro gli ebrei con un senso crescente di sorpresa e di disgusto. Mi ha tutta l'aria di una mostruosità, voglio dire di una cosa completamente al di là del buon senso, della verità e della giustizia, di una cosa stupida e cieca che potrebbe farci arretrare di secoli, di una cosa, insomma, che potrebbe sfociare nel peggiore degli abomini, una persecuzione religiosa, che insanguinerebbe tutte le patrie.E lo voglio dire.Per cominciare, quale processo viene istruito contro gli ebrei, che cosa gli si rimprovera?Certuni, perfino tra i miei amici, dicono di non poterli soffrire, di non poter dar loro la mano senza provare un brivido di ripugnanza. E' l'orrore fisico, la repulsione tra razza e razza, del bianco per il giallo, del rosso per il nero. Non mi chiedo se, in questa ripugnanza, non entri l'antica collera del cristiano verso il giudeo che ha crocefisso il suo Dio, tutto un atavismo secolare di disprezzo e di vendetta. Insomma, l'orrore fisico è una buona ragione, anzi la sola, giacché non si sa che cosa rispondere a chi ti dice: "Li esecro perché li esecro, perché alla sola vista del loro naso vado fuori di me, perché la mia carne si ribella, nel sentirli diversi e contrari".Ma, in verità, questa ostilità tra razza e razza non è una ragione sufficiente. Ritorniamo alle caverne, allora, ricominciamo la barbara guerra tra specie e specie, divoriamoci, per il solo fatto di non lanciare lo stesso richiamo o di essere di pelo diverso. Lo sforzo delle civiltà è proprio quello di cancellare questo bisogno selvaggio di gettarsi sul proprio simile quando non è del tutto simile. Nel corso dei secoli, la storia dei popoli non è altro che una lezione di tolleranza reciproca, tant'è vero che il sogno finale sarà di ricondurli tutti alla fratellanza universale, di sommergerli di una comune tenerezza, perché tutti, per quanto è possibile, siano salvi dal comune dolore. E, ai nostri giorni, odiarsi e azzannarsi, solo perché qualcuno non ha il cranio costruito proprio nello stesso modo, rischia di essere la più mostruosa delle follie.Vengo al processo serio, che è soprattutto d'ordine sociale. E ne riassumo la requisitoria, la indico a grandi linee. Gli ebrei sono accusati di essere una nazione nella nazione, di condurre in disparte una vita di casta religiosa e di essere dunque, al di sopra delle frontiere, una sorta di setta internazionale, senza una vera patria capace un giorno, qualora trionfasse, di mettere le mani sul mondo. Gli ebrei si sposano tra loro, conservano strettissimi legami di famiglia; in mezzo alla moderna rilassatezza, si sostengono e si incoraggiano; mostrano, nel loro isolamento, una straordinaria forza di resistenza e di lenta conquista. Ma, soprattutto, sono pratici e avveduti per natura, si portano nel sangue un bisogno di lucro, un amore per il denaro, un così prodigioso senso degli affari che, in meno di cento anni, hanno accumulato nelle loro mani fortune enormi, e che sembrano assicurare loro la regalità, in un'epoca in cui il denaro è re.Ed è vero, verissimo. Però, una volta constatato il fatto, occorre spiegarlo. Ciò che bisognerebbe aggiungere è che gli ebrei, così come sono oggi, sono opera nostra, l'opera dei nostri milleottocento anni di imbecille persecuzione. Li abbiamo rinchiusi entro quartieri infami, come lebbrosi, e ci meravigliamo che abbiano vissuto appartati, conservando tutte le loro tradizioni, stringendo i legami familiari, vivendo da vinti in casa dei vincitori. Li abbiamo schiaffeggiati, ingiuriati, colmati di ingiustizie e di violenze; niente di strano perciò se in fondo al cuore, magari inconsapevolmente, hanno conservato la speranza di una lontana rivincita, la volontà di resistere, di tirare avanti e di vincere. Soprattutto, abbiamo sdegnosamente lasciato nelle loro mani il dominio del denaro, che noi disprezzavamo, facendone socialmente dei trafficanti e degli usurai, e dunque perché meravigliarsi se, quando il regime della forza bruta ha lasciato il posto a quello dell'intelligenza e del lavoro, li abbiamo trovati padroni di capitali, la mente agile, esercitata da secoli di ereditarietà, pronti per l'impero?Ed ecco che oggi, atterriti davanti a questa opera di accecamento, spaventati nel constatare ciò che la fede settaria del medioevo ha saputo fare degli ebrei, non sappiamo immaginare niente di meglio che tornare all'anno mille, riprendere le persecuzioni, ricominciare a predicare la guerra santa affinché gli ebrei siano braccati, spogliati, risospinti nel ghetto, con la rabbia nell'anima, trattati da vinti in mezzo ai vincitori.Davvero intelligenti, parola mia! E che bella concezione sociale!Ma via! Siamo più di duecento milioni di cattolici, gli ebrei sì e no sono cinque milioni, eppure tremiamo, chiamiamo le guardie, ci mettiamo a schiamazzare di terrore come se orde di predoni si fossero abbattute sul paese. Coraggiosi, molto coraggiosi!Eppure le condizioni della lotta sembrano accettabili. Non potremmo, nel campo degli affari, cercare di essere altrettanto accorti e altrettanto forti? Durante il mese in cui ho frequentato la Borsa per tentare di capirci qualcosa, un banchiere cattolico mi diceva, riguardo agli ebrei: "Eh, caro signore, sono più forti di noi, avranno sempre partita vinta". Se fosse vero, sarebbe veramente umiliante. Ma perché dovrebbe essere vero? Avranno predisposizione, d'accordo, ma pure se fosse? Il lavoro e l'intelligenza possono tutto. Ne conosco, di cristiani, che sono ebrei della più bell'acqua. Il campo è libero, e se gli ebrei hanno avuto secoli a disposizione per imparare ad amare e a guadagnare il denaro, a noi non resta che seguirli su questa via, vedere di acquisire le loro qualità, di batterli con le loro stesse armi. Ma sì, mio Dio! smetterla di ingiuriarli inutilmente, e conquistare la superiorità per vincerli. Non c è niente di più semplice e, in fondo, è la legge della vita.Pensate alla loro soddisfazione orgogliosa, di fronte al nostro grido di sconforto! Non essere che un'infima minoranza e scatenare un simile spiegamento di guerra! Ogni mattina gli scagliate i vostri fulmini, suonate disperatamente l'adunata come se la città corresse il pericolo di venire presa d'assalto! A sentirvi, bisognerebbe ristabilire il ghetto, avremmo di nuovo la via degli ebrei, da sbarrare ogni sera con le catene. Sarebbe veramente piacevole questa quarantena, nelle nostre città libere e aperte.Io non mi meraviglio che non si commuovano e che continuino a trionfare sui nostri mercati finanziari, poiché l'ingiuria è la freccia leggendaria che torna indietro per trafiggere l'occhio del cattivo arciere. 
Continuate, continuate a perseguitarli, se volete che continuino a vincere!La persecuzione: ma davvero siamo ancora a questo? Ci crogioliamo ancora in questa bella fantasia, che perseguitando qualcuno lo si sopprima? Via, è proprio il contrario, se una causa s'è ingrandita è perché è stata arrossata dal sangue dei martiri.Se ci sono ancora degli ebrei, la colpa è nostra. Sarebbero scomparsi, si sarebbero fusi, se non li avessimo costretti a difendersi, a raggrupparsi, a intestardirsi nella loro razza. E ancora oggi, la loro potenza più reale viene da noi, che esagerandola la rendiamo importante. Si finisce per crearlo, un pericolo, gridando ogni mattina che esiste. A forza di mostrare al popolo uno spauracchio, si crea il mostro reale. Non parliamone più. Il giorno in cui l'ebreo sarà un uomo come noi, sarà nostro fratello.Quanto alla tattica indicata, è assolutamente opposta. Spalancare le braccia, realizzare socialmente l'uguaglianza riconosciuta dal codice. Abbracciare gli ebrei, per assorbirli e confonderli con noi. Arricchirci delle loro qualità, poiché ne hanno. Far cessare la guerra delle razze mescolando le razze. Incoraggiare i matrimoni, affidare ai figli la cura di riconciliare i padri. Solo così si fa opera d'unità, opera umana e liberatrice.L'antisemitismo, nei paesi dove ha un'importanza reale, non è altro che l'arma di un partito politico o il risultato di una grave situazione economica.Ma in Francia, dove non è vero, come si vorrebbe farci credere, che gli ebrei siano i padroni assoluti del potere e del denaro, l'antisemitismo resta una cosa campata in aria, senza radice alcuna nel popolo. Per creare una parvenza di movimento, che in fondo è soltanto uno schiamazzo, c'è voluto il fanatismo di alcuni cervelli fumosi, in cui si agita un losco cattolicesimo settario che, per un abuso di letteratura, perseguita perfino nei Rothschild i discendenti di quel Giuda che ha tradito e crocefisso il suo Dio. E aggiungo che il bisogno di fare chiasso, la smania di farsi leggere e di conquistare una notorietà clamorosa, sicuramente non sono stati estranei a questa accensione e a questo pubblico discorrere di roghi, le cui fiamme sono per fortuna soltanto decorative.E che smacco penoso! Mesi e mesi di ingiurie, di delazioni, ebrei denunciati ogni giorno come ladri e assassini, cristiani stessi tacciati di essere ebrei al fine di poterli colpire, l'intero mondo ebraico braccato, insultato, condannato! E, al costrutto, null'altro che baccano, parole grosse, sfoggio di basse passioni, ma non un atto, non un assembramento, non una testa rotta né un vetro fracassato! Il nostro popolo francese dev'essere proprio un popolo buono saggio, onesto, per non ascoltare questi appelli quotidiani alla guerra civile, per conservare la ragione in mezzo a queste istigazioni abominevoli, a questa quotidiana richiesta del sangue di un ebreo! Non è più con un prete che il giornale fa colazione ogni mattina, ma con un ebreo, il più grasso, il più florido che si possa trovare. Un pasto mediocre quanto l'altro, e per lo meno altrettanto sciocco. E che cosa resta di tutto ciò?Soltanto la bassezza dello sforzo compiuto, il più folle e il più esecrabile che si possa compiere. Anche il più inutile, a Dio piacendo, poiché i passanti non si voltano neppure, per la strada, trattando gli energumeni alla stregua di cani in chiesa, e per di più rognosi.La cosa straordinaria è che costoro ostentano la pretesa di fare opera indispensabile e giusta. Quanto li compiango, poveri diavoli, se sono in buona fede! E' un documento spaventoso, quello che lasceranno di se stessi: un cumulo di errori, di menzogne, di invidia furibonda, di follia senza limiti, che essi ammassano giorno per giorno. Quando un critico vorrà calarsi in questo pantano, indietreggerà inorridito nel constatare che alla base c'è solo fanatismo religioso e squilibrio dell'intelletto. E verranno messi alla berlina della storia come altrettanti malfattori sociali, i cui crimini sono abortiti proprio in grazia dello stato di ottenebramento in cui sono stati commessi.Perché la cosa che non finisce mai di stupirmi è che un simile ritorno di fanatismo, un tale tentativo di guerra religiosa si sia potuto produrre nella nostra epoca, nella nostra grande Parigi, tra il nostro bravo popolo. E per di più in questi nostri tempi di democrazia, di tolleranza universale, mentre si manifesta ovunque un immenso movimento verso l'uguaglianza, la fraternità e la giustizia! C'è, in noi, la tendenza a distruggere le frontiere, a sognare le comunità dei popoli, a riunire le religioni a congresso perché i sacerdoti di tutti i culti si abbraccino, a sentirci fratelli nel dolore, a volerci salvare tutti dalla miseria di vivere con l'elevare un unico altare alla pietà umana! E c'è un pugno di pazzi, di imbecilli, o di furbi, che ogni mattina ci gridano: "Uccidiamo gli ebrei, divoriamo gli ebrei, massacriamo, sterminiamo, ritorniamo ai roghi, alle persecuzioni care ai dragoni di LuigiQuattordicesimo!". Veramente ben scelto, il momento! Non potrebbe esserci nulla di più idiota, se non ci fosse niente di più abominevole.Che ci sia, tra le mani di qualche ebreo, un doloroso accaparramento della ricchezza, è un fatto innegabile. Ma lo stesso accaparramento esiste presso alcuni cattolici e alcuni protestanti. Sfruttare le rivolte popolari col metterle al servizio di un fanatismo religioso, gettare soprattutto l'ebreo in pasto alle rivendicazioni dei diseredati, con il pretesto di gettarci il riccone, è un socialismo ipocrita e menzognero, che bisogna denunciare, marchiare d'infamia. Se un giorno la legge del lavoro verrà formulata in nome della verità e della felicità, potrà ricreare l'umanità intera; e poco importerà che uno sia ebreo o cristiano, poiché i conti da rendere saranno gli stessi, e gli stessi saranno i nuovi diritti e i nuovi doveri.Ah! questa unità umana, alla quale dobbiamo tutti insieme sforzarci di credere, se vogliamo avere il coraggio di vivere e se, nella lotta, vogliamo conservare qualche speranza! E un grido ancora incerto, ma che a poco a poco si libera, si gonfia, sale da tutti i popoli affamati di verità, di giustizia e di pace.Disarmiamo i nostri odi, amiamoci nelle nostre città, amiamoci al di sopra delle frontiere, lavoriamo a fondere le razze in un'unica famiglia, finalmente felice! Ammettiamo pure che occorrano i millenni, ma confidiamo almeno nella realizzazione finale dell'amore, per cominciare se non altro ad amarci, oggi, quel tanto che la miseria dei tempi attuali ce lo permetterà. E lasciamo i pazzi, lasciamo i cattivi tornare alla barbarie e alle caverne, quelli che credono di poter fare giustizia a coltellate.Che Gesù dica ai suoi fedeli esasperati che egli ha perdonato agli ebrei, e che gli ebrei sono uomini!

 
14 Gennaio 2010

God and the Ilaria:


Dio: Sono Adonai, signore dio tuo, io sono colui che è: adorami!
Ilaria: Ah,  ed io come una fessa pensavo tu ci facessi ...

 
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